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L’AGENTE DI COMMERCIO HA ANCORA DIRITTO ALLE PROVVIGIONI DOPO LO SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO DI AGENZIA? di Nicola Brenna – SG&A
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L’AGENTE DI COMMERCIO HA ANCORA DIRITTO ALLE PROVVIGIONI DOPO LO SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO DI AGENZIA? di Nicola Brenna

L’AGENTE DI COMMERCIO HA ANCORA DIRITTO ALLE PROVVIGIONI DOPO LO SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO DI AGENZIA? di Nicola Brenna

10:23 02 Settembre in CONSULENZA LEGALE, STUDIO GIORDANO

Se un affare che ho promosso si conclude dopo la risoluzione del contratto di agenzia ho diritto alla provvigione?
E’ una domanda che mi viene spesso posta dagli agenti di commercio nel momento in cui, dopo al risoluzione del contratto, verificano l’adempimento degli obblighi cui è tenuto il preponente.

La risposta è sì, ma a certe condizioni ed entro certi termini, vediamo quali.

  1. LE CONDIZIONI

A. IL CONTRIBUTO DELL’AGENTE ALLA CONCLUSIONE DELL’AFFARE

La condizione principale è che l’agente abbia contribuito a promuovere l’affare, secondo quanto previsto dall’art. 1748 comma 3 del codice civile.

E’ il corollario del principio secondo cui l’agente ha diritto alla provvigione sugli affari da lui promossi, cioè su quelli per che vedono la luce grazie al suo contributo (causale).

Si tratta, come è evidente, del cuore di quello scambio di prestazioni che costituisce la causa del contratto di agenzia: l’agente promuove un affare a vantaggio del preponente che paga il prezzo del servizio versando la percentuale prevista.

Quindi l’agente deve dimostrare di aver trattato l’affare, o comunque che l’affare sia conseguenza di trattative precedenti o, anche indirettamente, della sua opera di propaganda.

B. L’APPORTO PREVALENTE ALLE TRATTATIVE E LA RELAZIONE DETTAGLIATA SUGLI AFFARI.

Tutti i contratti collettivi si sono curati di definire con più precisione i concetti generali cui fa riferimento la legge, perciò nel linguaggio degli AEC il contributo dell’agente alla promozione dell’affare è stato identificato come un “contributo prevalente” alle trattative. Secondo gli AEC infatti l’agente avrà diritto alla provvigione se la conclusione dell’affare “è effetto soprattutto dell’attività da lui svolta”.

Dunque per percepire la provvigione sull’affare concluso dopo lo scioglimento del contratto l’agente dovrà dimostrare di aver fornito alle trattative un apporto prevalente rispetto ad altre circostanze che abbiano contribuito alla conclusione del contratto.

Attenzione però, l’art. 6 dell’ARC industria prevede che l’agente possa chiedere il pagamento di queste provvigioni solo dopo aver trasmesso al preponente una relazione dettagliata sugli affari in corso, perciò se si applica l’AEC industria l’agente dovrà trasmettere tale relazione prima di richiedere il pagamento .

C. UN CASO PARTICOLARE: CASS. CIV. SEZ. LAVORO N. 9291/2020

Sul punto devo registrare che la Cassazione (Cass. civ. Sez. lavoro 20/05/2020, n. 9291) si è spinta oltre, affermando che la provvigione sugli affari conclusi direttamente dal preponente nella zona dopo lo scioglimento del contratto matura direttamente in forza dell’esclusiva, che mantiene la sua efficacia anche successivamente alla cessazione del contratto. Questa conclusione sembrerebbe escludere il presupposto del contributo causale dell’agente all’affare, o comunque ridurlo ad una mera affermazione di principio, senza rilevanza concreta. Rilevo che questa interpretazione, se confermata, sarebbe criticabile, perché l’accertamento del fatto che l’agente abbia contribuito alla conclusione dell’affare è richiesto espressamente dalla lettera della legge.

D. LA SUCCESSIONE DEGLI AGENTI SULLA ZONA

E se nel frattempo è subentrato un altro agente?

Sempre l’art. 1748 comma 3 prevede che in ragione delle specifiche circostanze possa risultare equo ripartire la provvigioni tra gli agenti succedutisi nella zona.

Le parti sociali non hanno invece pensato a come definire questi rapporti, lasciando la soluzione del problema all’equità del giudice o agli accordi specifici tra le parti.

2. I TEMPI: L’INVIO DELLA PROPOSTA PRIMA DELLA CESSAZIONE O ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE.

Secondo l’art. 1748 comma 3 c.c. l’agente ha diritto a vedersi corrispondere le provvigioni sugli affari che ha contribuito a promuovere se la proposta è arrivata prima della cessazione del contratto e se gli affari si sono conclusi “entro un termine ragionevole”.

I contratti collettivi, ad esempio gli art. 5 dell’AEC Commercio e 6 dell’AEC industria, hanno stabilito che il termine ragionevole identificato dalla legge sia quello di 6 mesi dalla cessazione del contratto, non derogabile a sfavore dell’agente.

3. CONCLUSIONI

In conclusione, l’agente avrà diritto alle provvigioni sugli affari conclusi con il suo contributo prevalente nell’ambito delle trattative, se la proposta è pervenuta prima della cessazione del contratto o se gli affari sono stati conclusi entro 6 mesi dalla cessazione. Se si applica l’AEC industria, l’agente dovrà prima inviare la relazione prevista dall’art. 6 dello stesso accordo collettivo.  In caso le trattative siano state svolte da più agenti, la provvigione dovrà essere divisa tra di essi, in base all’equità o agli accordi individuali tra le parti.

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